ENHANCING QUALITY IN ECEC THROUGH PARTICIPATION

Introduzione

Gentili lettori, gentili lettrici,
il presente Toolbox è uno strumento di lavoro che intende promuoverela conoscenza, la discussione e la sperimentazione di pratichedi partecipazione – in particolare delle famiglie e della Comunità– nell’ambito dei servizi educativi per l’infanzia.Esso nasce prioritariamente dal lavoro di un gruppo di educatori ed insegnanti che, supportati da formatori, ricercatori e decisori politici nell’ambito del progetto di partenariato strategico Erasmus+ EQuaP (Enhancing Quality in early childhood education and care through Participation), hanno osservato, discusso e sperimentato alcune pratiche di partecipazione e le hanno rielaborate entro un format che potesse renderle fruibili a quanti più colleghi possibili e trasferibili in diversi contesti educativi e scolastici.

Vuoi costruire una partnership più forte con i genitori? Tu o i tuoi colleghi, siete interessati a trovare modi fattibili e realistici per co-educare i bambini, facendo, pensando e decidendo assieme alle famiglie?

In questa introduzione troverete la descrizione di diversi aspetti che potranno essere utili per conoscere e utilizzare in modo flessibile questo strumento, sulla base delle vostre priorità, dei vostri interessi e delle vostre esigenze.

BREVE PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI PARTENARIATO STRATEGICO ERASMUS + ENTRO CUI LO STRUMENTO È NATO

Lo strumento qui presentato nasce nell’ambito di EQuaP (Enhancing Quality in early childhood education and care through Participation), ovvero un progetto di partenariato strategico Erasmus + di durata triennale (2014-17) che ha coinvolto educatori e insegnanti di nidi e scuole dell’infanzia 0-3 and 0-6 pubblici e non, gestori di servizi, ricercatori, formatori e decisori politici di 11 partner provenienti da 7 paesi europei (IT, SE, PT, SI, BE, LV, GR).

L’obiettivo generale del progetto era contribuire al miglioramento della qualità dei servizi di educazione e cura per l’infanzia attraverso la promozione di pratiche di partecipazione capaci di rendere i genitori – o, più in generale, le figure familiari che accompagnano i figli nei servizi – coautori, insieme agli operatori, di un progetto di educazione dei bambini. Ciò significa rendere la partecipazione delle famiglie una leva di sviluppo della qualità dei servizi per l’infanzia, non tralasciando tuttavia il coinvolgimento e l’attivazione delle risorse dei bambini, degli operatori e della comunità, intese come componenti chiave dell’intero sistema.

  1. Nello specifico il progetto mirava a: identificare, sperimentare e integrare pratiche e metodi innovativi di partecipazione, in particolare nei contesti di diversità (diversità socio-economica e culturale, minoranze, ecc);
  2. migliorare le competenze degli insegnanti riguardanti strategie e approcci nel coinvolgimento dei genitori,
    imparando dalle esperienze di colleghi di altri paesi europei;
  3. migliorare l’integrazione e l’interazione delle diverse componenti del sistema (bambini, professionisti, ricercatori, famiglie, comunità);
  4. affrontare il tema della partecipazione nel sistema di educazione e cura della prima infanzia come un processo, che diviene sempre più efficace attraverso l’adozione di specifici indicatori di qualità.

Il progetto ha coinvolto nelle attività transnazionali circa 140 partecipanti, rappresentanti di tre principali gruppi target di professionisti:

  • educatori, insegnanti e dirigenti delle suole d’infanzia;
  • rappresentanti degli enti locali;
  • ricercatori universitari e formatori.

Le tre principali aree di attività sono state le seguenti:

  1. la ricerca riguardante la partecipazione nell’ambito del sistema di educazione e cura dell’infanzia;
  2. l’identificazione e lo scambio delle migliori pratiche di partecipazione e l’attività di job shadowing di educatori e insegnanti di nidi e scuole dell’infanzia volti a preparare le condizioni per la sperimentazione incrociata e l’adozione delle pratiche inerenti la partecipazione nel partenariato;
  3. lo sviluppo di indicatori di qualità capaci di affrontare la partecipazione come un processo.

GLI OBIETTIVI DELLO STRUMENTO E UTILIZZI POSSIBILI

Il presente Toolbox intende contribuire a mantenere vivo il dibattito su processi, progetti e pratiche partecipativi nei servizi educativi 0/6 in relazione alla loro qualità. In esso non troverete ricette da imitare né soluzioni valide una volta per tutte né una raccolta di eccellenze relativamente ai temi della partecipazione, bensì occasioni per conoscere esperienze e pratiche partecipative che possano attivare e sostenere il lavoro con famiglie e comunità da parte dei gruppi educativi. Lo strumento può infatti essere utilizzato in diversi modi, sulla base delle esperienze e dei contesti educativi in cui verrà accolto. Tuttavia, qui di seguito indichiamo tre suoi possibili utilizzi, ovvero quelli più vicini e coerenti con l’impianto progettuale dentro cui lo strumento stesso è nato:

  • In primo luogo, lo strumento può essere utilizzato per conoscere una o più tra le quindici pratiche descritte e per sperimentarla/e nel vostro contesto, e dunque adottandola attraverso un necessario percorso di progettazione, ri-contestualizzazione, monitoraggio e valutazione;
  • In secondo luogo, lo strumento può suggerire uno specifico “format” – articolato nei passaggi indicati nelle schede relative alle pratiche di partecipazione di seguito presentate – attraverso cui ideare, analizzare, costruire, riprogettare, valutare vecchie e nuove pratiche di partecipazione nei diversi contesti educativi in cui operate.
  • In terzo luogo, lo strumento può essere utilizzato come occasione di riflessione, confronto, dibattito sui temi della partecipazione sia all’interno di un determinato gruppo di lavoro dentro a uno specifico servizio sia tra servizi, famiglie, decisori politici, membri della comunità.

Riteniamo che qualunque sia l’utilizzo di questo Toolbox, i focus di attenzione e le domande che, in esso, accompagnano la descrizione e l’invito alla sperimentazione di ogni pratica possano suggerire di volta in volta processi riflessione e confronto sulle proprie e altrui scelte, quando si progettano pratiche educative in merito alla partecipazione. Il toolbox di Equap apre spazi di ragionamento nel gruppo di lavoro sua cosa sia fattibile e a quali condizioni, superando le resistenze che spesso frenano i processi di cambiamento e rinnovamento dei modi di fare e promuovere educazione e partecipazione nei servizi. In questo senso, il Toolbox può essere considerato uno strumento formativo utile per portare, all’interno dei team educativi, interrogativi su come possa essere intesa la partecipazione, sul ruolo che si può e si vuole offrire alle famiglie e alla comunità nell’ambito del vostro, specifico progetto pedagogico, sul rapporto tra teorie e pratiche, tra dichiarazioni e azioni. Ciò è possibile approfondendo e contestualizzando dunque il concetto di partecipazione e accogliendo l’idea che ciascun servizio può costruire modi e forme di partecipazione coerenti con la propria storia, i propri valori, i propri obiettivi, le proprie risorse. A tal proposito, è importante evidenziare che, in generale, il presente strumento assume una particolare idea di partecipazione che può essere tradotta a diversi livelli – organizzativo, gestionale, educativo, pedagogico e politico – e in relazione a differenti attori: i bambini e le bambine; i loro genitori e, più in generale, le figure familiari che si occupano quotidianamente della loro cura e educazione; tutti i professionisti coinvolti nei servizi (educatori, coordinatori pedagogici, assistenti ausiliari, pedagogisti, responsabili e funzionari) e infine la comunità di cui bambini, adulti e servizi sono parte, ovvero un grande social network costituito da tutti gli attori del medesimo territorio, dagli altri servizi educativi per l’infanzia, dalle altre tipologie di servizi, da tutto il vicinato e dall’intera comunità (OCSE, 2012). In particolare il tookit è fondato su un approccio alla partecipazione che considera famiglia e servizio come co-autori di un progetto comune entro cui insieme pensano, decidono, progettano, agiscono. La loro collaborazione attiva e dinamica è essenziale non solo per la crescita e agli apprendimenti dei bambini – e comunque non in modo strumentale a ciò – ma soprattutto in ragione di una partecipazione democratica in cui ciascuno possa attivare le proprie risorse e contribuire alla co-costruzione libera e responsabile di un progetto di educazione dei bambini, che è di interesse politico, sociale, pedagogico, culturale.

ANALISI DELLA ESPERIMENTAZIONE DELLE PRATICHE ED IL PROCESSO DI RISPOSTA DEGLI STAKEHOLDERS

Le pratiche incluse in questo Toolbox sono il risultato di un percorso di Jobshadowing: un metodo di formazione in servizio basato sull’osservazione che consiste nel seguire “come un ombra” un collega durante il suo lavoro ed utilizzato per favorire il lo sviluppo professionale di insegnanti e professionisti. Queste attività hanno costituito una fase fondamentale dell’intero progetto. Le attività di Jobshadowing hanno coinvolto un totale di 45 educatori e insegnanti di 11 servizi in 5 paesi partner. Il percorso di jobshadowing è stato suddiviso in due fasi principali:

  • Accoglienza degli ospiti stranieri;
  • Visita dei servizi pre-scolastici all’estero.

In ciascun paese partecipante, durante la fase di accoglienza, una piccola delegazione di colleghi provenienti da altri Paesi del partenariato è stata ospitata nei servizi locali le cui prassi legate alla partecipazione – progettate e solitamente attuate in quel contesto – erano state presentate precedentemente. La visita ai servizi all’estero è stata suddivisa in tre momenti.

  1. La preparazione, durante la quale gli operatori (di ciascun Paese che partecipa alle attività di jobshadowing) in procinto di partire hanno definito – prima durante una riunione transnazionale e successivamente nei loro servizi – gli obiettivi, pianificato dettagliatamente la visita, ed hanno contribuito alla co-costruzione, unitamente ai ricercatori universitari, degli strumenti per supportare il job-shadowing
  2. Il momento dello sviluppo ha visto il viaggio di colleghi dello stesso servizio in coppia e la visita all’estero dei servizi dei colleghi ospitati nel proprio paese. Durante il loro soggiorno all’estero, gli educatori e gli insegnanti hanno osservato criticamente ed analizzato alcune pratiche partecipative adottate a livello locale, prestando particolare attenzione alla loro contestualizzazione, progettazione, progettazione, attuazione e valutazione all’interno del sistema istituzionale, politico e educativo in cui essi sono stati progettati e sviluppati. Queste sono le pratiche identificate dagli individui coinvolti e considerate così rilevanti ed innovative dal punto di vista educativo da essere trasferite e testate nel loro contesto di origine. Durante le fasi di osservazione gli educatori hanno utilizzato un foglio di osservazione ed hanno scritto un diario quotidiano delle attività svolte.
  3. L’autovalutazione del progetto di job-shadowing è stata condotta da educatori ed insegnanti utilizzando uno strumento qualitativo specifico.

A queste fasi, ne è seguita una di adattamento e sperimentazione delle pratiche di partecipazione delle famiglie osservate all’estero e considerate innovative, e pertanto degne di essere trasferite e riadattate. Nel complesso sono state osservate e testate 25 pratiche sulla partecipazione, 15 di queste pratiche sono state selezionate come le più significative dal gruppo di coordinamento interdisciplinare e internazionale che li ha inclusi in questo toolbox. Vale la pena notare che le 15 pratiche presentate qui legittimamente potrebbero apparire già familiari o, a prima vista, anche meno significative se adottate in determinati contesti e sotto certe prospettive (pedagogiche, sociali e culturali). Il concetto di una pratica di partecipazione interessante e innovativa dovrebbe essere considerato da un punto di vista didattico non deve essere inteso in termini assoluti, ma in relazione alle conoscenze e alle esperienze condivise di volta in volta dai gruppi di educatori che hanno sperimentato l’esperienza di jobshadowing, il know-how di altri servizi ECEC in Europa, la specificità del loro contesto sociale, educativo e culturale e della loro cultura di partecipazione. Ciò significa che un valore aggiunto significativo del toolbox è rappresentato dai processi che hanno portato all’identificazione, alla progettazione e alla contestualizzazione di tali pratiche, nonché ai processi educativi e formativi che queste possono generare nei nuovi contesti in cui potrebbero essere attuate. La fase di sperimentazione è stata monitorata e valutata dal team dei ricercatori, all’interno di ciascun paese partner, raccogliendo i dati attraverso: questionari semi-strutturati per educatori e genitori, osservazioni, analisi dei documenti sviluppati dai gruppi di educatori, focus group.

Durante la fase finale del progetto, il Toolbox ed il suo contenuto sono stati analizzati da diversi stakeholder individuati a livello locale e nazionale da ciascun partner. Numerose opportunità per approfondire la conoscenza e l’analisi del Toolbox sono state organizzate nei diversi paesi, attraverso presentazioni in sessioni plenarie, sessioni nei singoli servizi educativi e discussioni tra piccoli gruppi di professionisti del settore ECEC. Questi incontri, seppure organizzati e condotti in modo differente nei paesi partner del progetto, avevano l’obiettivo comune di raccogliere i feedback sul Toolbox dai suoi potenziali lettori e utenti. Il risultato di questo processo di analisi e valutazione è stato la raccolta complessiva di feedback, commenti e suggerimenti resi dalle parti interessate su una prima bozza del Toolbox e la modifica di alcune parti di esso.

Complessivamente, il Toolbox ha ricevuto un feedback molto positivo, in particolare per il suo potere ispiratore nei gruppi di lavoro dei servizi ECEC in termini di:

  • Riflessione, confronto, formazione autonoma sulle loro idee e pratiche in relazione alla partecipazione della famiglia
  • Analisi e revisione delle loro pratiche di partecipazione e, più in generale, del loro approccio alla progettazione di pratiche educative nei servizi. Sperimentazione di nuove pratiche di partecipazione rivolte alla famiglia attraverso la motivazione di cercare modi di lavoro efficaci contestualizzati e adattati alle loro esigenze, risorse e obiettivi educativi.

Il gruppo di coordinamento di Equap

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